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Quali polizze vanno dichiarate ai fine ISEE?

Quando e come la polizza vita va dichiarata nei moduli per l’ISEE

Partiamo con il chiarire cos’è l’ISEE:

 

L’ISEE è l’indicatore della situazione economica equivalente di un nucleo familiare ed è uno strumento utile per accedere a determinati benefici, agevolazioni e sussidi (come il Reddito di Cittadinanza o il Bonus Nido) in base alla propria condizione economica.

 

Con l’ISEE è possibile valutare la situazione economica di una famiglia in base al reddito e al patrimonio di tutti i suoi componenti rapportata ad una scala di equivalenza che dipende dalla stessa composizione del nucleo familiare.

 

L’ISEE viene calcolato basandosi sulla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), cioè un’autocertificazione formata da tre parti e che contiene:

  • dati anagrafici, cioè l’indicazione di tutti i componenti del nucleo familiare presenti nello Stato di famiglia;
  • dati economici, cioè tutti i redditi percepiti da ciascun componente;
  • dati patrimoniali, cioè tutti i beni mobiliari e immobiliari posseduti da ogni componente del nucleo familiare.

 

Un dubbio che spesso molti dei nostri clienti hanno è capire quali dati da inserire nella DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica che va compilata per ottenere l’ISEE.

 

In particolar modo è necessario capire dal punto di vista dei prodotti assicurativi, quali contratti sottoscritti possono creare un beneficio economico tale per cui è necessario inserirli nella DSU.

 

In particolar modo è fondamentale prendere in considerazione le polizze vita stipulate che, come è noto, sono uno strumento per assicurare un beneficio economico a sé stessi o ai propri cari, in caso di eventi come la morte dell’assicurato.

 

La domanda quindi è: la polizza vita va dichiarata ai fini ISEE?

 

La risposta è contenuta nel DPCM 159/2013, modificato dal Decreto Crescita.
Esso prevede che tutti i contratti assicurativi con diritto di riscatto vanno inseriti come patrimonio mobiliare all’interno della DSU, e quindi concorrono al calcolo dell’ISEE.

 

Per contratti assicurativi con diritto di riscatto si intendono:

  • contratti di assicurazione, a capitalizzazione o mista, sulla vita: in questi casi bisogna dichiarare l’ammontare dei premi versati complessivamente al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU, al netto di eventuali riscatti;
  • polizze a premio unico anticipato: in questo caso bisogna dichiarare l’importo del premio versato.

Le polizze elencate vanno inserite ai fini ISEE per via del diritto di riscatto, cioè la possibilità di liquidare la polizza in qualsiasi momento, passato un periodo minimo previsto dal contratto stipulato.

 

In pratica il nucleo familiare, una volta trascorso il periodo minimo in cui non è possibile chiedere il riscatto, possiede una ricchezza di cui potrebbe beneficiare subito, e che, in quanto tale, deve essere dichiarata ai fini ISEE.

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